19 dicembre 2008 - 21 giugno 2009
Il percorso intende avvicinare il contesto delle arti esposte nella collezione permanente con l’ambito quotidiano del vivere in Africa.
Fin dai tempi più remoti e presso qualsiasi civiltà, i mercati sono stati tra le strutture primarie alla base di ogni sistema sociale, prima ancora che per la loro funzione economica. La mostra presenta la panoramica di un ipotetico mercato tradizionale africano, con elementi tipici dei contesti rurali e altri più facilmente ricollegabili a contesti urbani. In Africa i mercati svolgono un ruolo fondamentale rappresentando soprattutto un evento sociale, dove spesso le relazioni umane sono più importanti di quelle economiche. Sono le persone e non le merci a fare un mercato.
Le caratteristiche generali del percorso sono efficacemente descritte nei testi dell’antropologo Marco Aime, conoscitore ‘in diretta’ della dinamica dei mercati in Africa. Si intende in tal modo offrire ai visitatori l’opportunità di riscoprire quei significati dell’incontro e della socialità che anche in molti contesti urbani africani odierni c’è il rischio che vadano perduti.
costo biglietto ingresso al museo: 3€ intero 2€ ridotto
30 gennaio – 15 febbraio 2009
Inaugurazione della mostra: venerdì 30 gennaio alle ore 18.00
Al suo primo appuntamento espositivo veronese Bruto Pomodoro espone una selezione dei suoi più recenti lavori, alcuni inediti; una trentina di opere, fra tele, carte, collages, ceramiche e sculture in marmo.
L’artista milanese, partendo dall’analisi delle strutture primarie degli organismi viventi ha creato un Archetipo biologico astratto che rielabora in continuazione.
Recentemente Pomodoro ha prodotto una serie di lavori dal titolo Disgiunti, opere pittoriche all’interno delle quali l’Archetipo viene rappresentato contemporaneamente nella fase di sua massima organizzazione (fase fisica dell’Entalpia o dell’ordine) e nel suo momento di disgregazione (fase fisica dell’Entropia o del disordine), in un gioco di concentrazione e dispersione di energia dove le singole parti costitutive si aggregano e si scompongono fra squarci di luce e buio cosmico, in una rappresentazione metaforica della nascita e della morte.
Parallelamente ai Disgiunti produce i collages denominati Sagomati, realizzati con preziose carte a mano colorate ed elementi plastici lignei o in resina, dove l’interesse di Pomodoro si sposta sulla visualizzazione dei diversi piani d’intreccio dell’Archetipo non identificabili nella bidimensionalità pittorica e che trovano la loro naturale evoluzione nella scultura a tutto tondo.
Nasce così la più recente produzione scultorea, opere realizzate secondo la sapiente tecnica artigianale degli scalpellini di
inaugurazione venerdì 9 gennaio 2009 ore 17.30
9 - 25 gennaio 2009
In mostra documenti e foto sulla vita della popolazione di Verona e provincia durante i bombardamenti fino all’arrivo degli americani nella seconda Guerra mondiale. L’iniziativa è promossa dagli assessorati alle Pari opportunità e al Decentramento del Comune di Verona e dalla Regione Veneto in collaborazione con l’Associazione culturale Storia Viva. All’inaugurazione interverranno l’assessore alle Pari opportunità Vittorio Di Dio, il curatore della mostra Mauro Vittorio Quattrina e la presidente dell’Associazione culturale Storia Viva Maria Grazia Pacella.
Durante l’esposizione saranno organizzati percorsi didattici e incontri con testimoni dell'epoca, storici e autori.
foto(Arsenale ) Antonella Anti
I giocattoli hanno trovato una collocazione da favola, in grado di dare
loro un’anima o meglio di far percepire con grande naturalezza l’anima
del giocattolo stesso.Gli spazi del Bosco possono
essere riservati per ricorrenze , feste private , conferenze stampa ,
mostre , presentazioni , meeting aziendali e ovviamente per le scuole e i gruppi (su prenotazione).
Il museo dell’auto, della tecnica e della meccanica espone l’Alfa Romeo
RM “Zagato” accanto all’Isotta Fraschini 8/AS “Castagna” (1929), alla
Lancia Lambda (1928), all’Alfa Romeo 1750 “Castagna” (1930), alla
Lancia Astura MM del 1938 (realizzata per il pilota Luigi Villoresi) e
a tanti altri esemplari di eccezionale valore storico.
dal 13 dicembre 2006
Il Museo è la realizzazione del sogno del collezionista Marco Fittà di Arbizzano, infatti nella grande sala mostra sono visibili i giochi provenienti dalla sua collezione privata. 850 giochi e 600 libri sono il patrimonio di questa struttura museale che alla sala principale affianca sale giochi, spazi per la costruzioni dei giochi, sala convegni e bar (oltre ad una attrezzata area esterna).
La gestione è stata affidata in via sperimentale alla cooperativa "Il sogno nel cassetto".
Inaugurazione venerdì 9 gennaio 2009 alle 18.30
9 -11 gennaio 2009
Secondo appuntamento con l’arte presso il Circolo Pink di Verona e la terza edizione della rassegna WekEnd in mostra. Un percorso, quello di Cristini, che ridà vita a un’ampia gamma di “oggetti smarriti”, e che mira ad avvicinare due aspetti normalmente distinti nel campo artistico (e spesso anche nella vita): l’estetica e l’uso che si fa dell’oggetto. Per l'artista diventa fondamentale ridurre la ricerca estetica per favorire l’innesco culturale dell’utilizzo dell’oggetto, percorrendo una via che definisce “dell’arte rudimentale”. Recuperare materiale scartato da un sistema di consumo malato cronico e rimetterlo in circolazione " travestito " da opera artistica, rientra nell'ottica di ridurre il consumo di energia in alcuni settori dell'attività umana. Scopo dell’artista è evidenziare una opportunità: cogliere le potenzialità di un oggetto/rifiuto ampliando la visuale dei punti di vista possibili. Un esercizio di fantasia che riqualifica un'enorme quantità di cose, attraverso le quali il passato si trasforma in futuro. Un approdo alla semplicità e all’essenzialità dell’oggetto, che intende armonizzare il concetto e la sua realizzazione attraverso un’arte che sia da toccare, da usare: “così il concetto possa diventare l’oggetto stesso”. Pur rimanendo nell'ambito artistico, l'oggetto raggiunge infatti la sua massima espressione nel suo divenire utilizzabile, con l'estetica funzionale all'utilizzo.
La poetica
Yasumasa Morimura, importante artista nipponico, trasforma metaforicamente la Galleria in teatro dove camaleonticamente si maschera giocando con se stesso e con personaggi rappresentativi dell’immaginario collettivo occidentale. Nato ad Osaka nel 1951, Morimura si distingue infatti per l’atteggiamento eclettico che trasporta nelle sue opere fondendo in modo decisamente originale i soggetti prescelti con le caratteristiche dell’autore stesso, creando un’atmosfera spettacolare. Morimura afferma che "L’arte è sostanzialmente spettacolo. Anche Michelangelo e Leonardo erano intrattenitori….Io non dipingo sulla tela, dipingo sulla mia faccia.".
L’arte del travestimento, che ha radici di lunga data nella tradizione culturale giapponese è il mezzo utilizzato da Morimura per entrare in modo ironico ed irriverente in un mondo in cui i confini solidi e certi tra maschile e femminile così come quelli tra Oriente ed Occidente vengono messi in discussione per proporre una riflessione critica della realtà in cui viviamo.
La mostra, curata da Filippo Maggia, ripercorre e rende omaggio ai momenti principali della carriera artistica di Morimura, affrontando tematiche centrali della storia del Novecento e di grande attualità nel dibattito critico internazionale. In mostra alcune opere delle sue serie più famose quali Actresses” e “Requiem for the XX century”.
inaugurazione sabato 3 gennaio 2009 ore 10
3 - 16 gennaio 2009
Presentata dal presidente della prima Circoscrizione Matteo Gelmetti la rassegna “Un percorso creativo” curata da Pier Luigi Payola. In mostra i bassorilievi eseguiti dai pazienti con problematiche psichiatriche del centro terapeutico diurno “Le Rondini” di Ponton di Sant’Ambrogio di Valpolicella. “Questa esposizione avrà non solo una valenza culturale, dato che le opere esposte raffigurano scorci e monumenti del nostro territorio – ha detto Gelmetti – ma anche sociale, come dimostrazione che l’arte può essere davvero terapeutica”.
La mostra sarà suddivisa in due parti, nella prima intitolata “I primi passi” saranno esposti gli strumenti di lavoro, i materiali utilizzati e le prime creazioni, nella seconda invece saranno presentate le 15 opere d’arte in tufo leccese bianco.
Ingresso libero e gratuito.