Il mio corpo nel tempo
13-10-2017
28-01-2018

Il mio corpo nel tempo

La mostra “Il mio corpo nel tempo” vede tre artisti: Urs Lüthi, Luigi Ontani e Roman Opalka, presentati attraverso le loro opere che cominciano dagli albori della loro attività fino ad oggi o, nel caso di Opalka, fino alla sua scomparsa. Il susseguirsi delle immagini, nelle quali a volte con fatica si riconosce l’uomo odierno – si pensi soprattutto alla straordinaria trasformazione di Urs Lüthi da ...

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Disegni dell'Ottocento a Verona
24-11-2017
25-02-2018

Disegni dell'Ottocento a Verona

Sala Boggian, Museo di Castelvecchio, mostra "Il segno dell'Ottocento. Disegno italiano a Verona." Settantotto disegni di cinquantasei autori diversi, in gran parte inediti e di sorprendente bellezza, conducono il visitatore alla scoperta della grafica italiana dell’Ottocento, un’espressione dell’arte del XIX secolo ancora poco conosciuta, ma importante per capire i profondi e radicali cambiamenti ...

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La fotografia di Nobuyoshi Araki
21-09-2017
03-12-2017

La fotografia di Nobuyoshi Araki

Personale a cura di Filippo Maggia alla Fondazione Bisazza di Vicenza del maestro giapponese Nobuyoshi Araki, controverso fotografo contemporaneo. Nudi femminili, composizioni floreali, scorci cittadini e cieli di Tokyo (una settantina di fotografie) inducono l’osservatore ad una profonda riflessione sull’universo femminile, sull’eros e sulla morte. Nobuyoshi Araki, fotografo giapponese (Tokyo, 1 ...

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Iconoclash. Il conflitto delle immagini
13-10-2017
07-01-2018

Iconoclash. Il conflitto delle immagini

inaugurazione sabato 14 ottobre 2017 ore 19:30 Museo di Castelvecchio Le opere degli artisti selezionati per la mostra dal titolo "Iconoclash. Il conflitto delle immagini" pone l'attenzione sull'importanza delle immagini in una società che ne è ossessionata e dove il loro processo di creazione si è velocizzato come mai nella storia. Una mostra per riflettere sulle immagini in una società dove il ...

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30 Years | 30 Works
07-10-2017
27-12-2017

30 Years | 30 Works

30 opere per festeggiare 30 anni di  attività della Galleria La Giarina che apriva giusto 30 anni fa con una rassegna legata al cinema fantastico, “Fantasy Film Expo”. Era l'inizio per la direttrice Cristina Morato di una lunga avventura fatta di viaggi iniziatici, incontri con guide mitiche, superamenti di prove: un itinerario paradossale, dato che si parla di una galleria e, come tale, di un luo ...

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Looking for the body - Stefano Scheda
23-09-2017
29-10-2017

Looking for the body - Stefano Scheda

sabato 23 settembre - domenica 29 ottobre 2017Stefano Scheda (Faenza 1957, vive a Bologna), in questa sua personale a cura di Leonardo Regano, presenta un singolare percorso intorno al tema del “Corpo” e dell’Architettura che sono costanti nell’espressione della sua ricerca. Il corpo che abita e i suoi sconfinamenti, dal suo corpo al corpo degli altri.Il suo lavoro cercare di catturare i cortocirc ...

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Con la mostra dal titolo “Bruno Murari: Aria | Terra” (9 aprile 2017 - 10 gennaio 2018) continua la proposta di esposizioni a Palazzo Pretorio di Cittadella (Padova) in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova.

Bruno Munari (Milano, 1907 – 1998) ha sempre affrontato con umiltà le possibilità creative della pittura, della grafica, del design, ecc. con l'obiettivo di trasformare il suo lavoro in “una sorta di viaggio esperienziale”.

Sosteneva l’utilizzo di metodologie oggettive e trasmissibili per porre chiunque nella condizione di comprendere i processi creativi. Quasi cinquant’anni fa Munari si chiedeva: «L’arte, che un tempo era privilegio di pochi uomini sta diventando una espressione possibile a ciascuno di noi? Si sta riducendo positivamente la distanza tra l’artista e l’uomo normale?» (Artista e designer, 1971).

In questa mostra il suo lavoro è proposto all'insegna di due aree. Aria dove prevale la leggerezza fisica e mentale, l’evoluzione spaziale e concettuale che sembrano non richiedere sforzo, come in assenza di gravità, dove troviamo alcune tra le più significative opere di Munari, accompagnate dai disegni progettuali, raggruppate in sette nuclei tecnici e tematici.

Terra dove la leggerezza delle opere si traduce in fare con l’obiettivo di divulgare i risultati ben oltre l’ambito ristretto dell’arte, intesa come privilegio esclusivo, elitario, per

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La Verona in cantiere di Oppi
07-07-2017
08-09-2017

La Verona in cantiere di Oppi

7 luglio - 8 settembre 2017: Tour espositivo nei quartieri della mostra “VERONA IN CANTIERE. Gli scatti fotografici dello Studio Oppi” per avvicinare i cittadini alla storia della città. L’esposizione fotografica dopo essere stata allestita nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona (Via Santa Teresa 12) è ora alla Galleria Fuori le Mura (Via Fra Castoro 15) con orario lunedì - venerdì dalle ...

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Silvano Girardello, Autoritratto, 1984

Una settantina i quadri di Silvano Girardello in esposizione al “piano nobile” del Palazzo della Gran Guardia (28 giugno – 16 luglio 2017, orario 10-20, ingresso libero) in occasione dell'antologica dal titolo “Chi viene a giocare con me?”. Organizzata dall'Associazione Culturale Wundercammer e dalla famiglia Girardello la mostra è a cura di Luigi Meneghelli.

 



Dalle iniziali prove che risentono ancora di vaghi echi picassiani alle superfici afflitte da ferite, tagli, solchi sulfurei dei primi anni ‘60, dalla contaminazione ironica di stili, tecniche, linguaggi del periodo Pop all’introduzione di distorte presenze oniriche e fantastiche, un po’ come nelle immagini fintamente ingenue, quasi popolari e “da baraccone” degli inglesi Hockney o Hamilton.

 

“C’è chi, in presa diretta con la realtà, inserisce una pera e una mela in un quadro e realizza una natura morta. Ma c’è anche chi ripensa a tutti i quadri realizzati dai pittori su quel motivo e tenta di reinventare uno spazio nuovo dove inserirlo e mutarne il senso e il significato”. È una delle tante annotazioni “a margine” con cui Silvano Girardello (Giacciano, Rovigo, 1928 – Verona, 2016) riempie i fogli che fanno da progettazione e riflessione per l’opera a venire. Ma è una frase che sembra concentrare in sè tutti i metodi e le ragioni

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Maya_Palazzo_Gran_Guardia_Verona
8 ottobre 2016 -  5 marzo 2017, Palazzo della Gran Guardia
A 18 anni di distanza dalla mostra del 1998 sui Maya di Venezia, torna in Italia il racconto della storia di un popolo, di una delle civiltà più interessanti dell'America precolombiana, che non cessa di affascinarci per le sue conoscenze matematiche, per i suoi raffinatissimi sistemi calendariali e per le sue realizzazioni artistiche.
L'esposizione, incentrata sulle tematiche specificamente artistiche di questa civiltà, presenta sculture, stele monumentali, elementi architettonici, figure in terracotta, maschere in giada, strumenti musicali e incensieri, che daranno ai visitatori la possibilità di esplorare gli aspetti artistici di una delle civiltà più affascinanti della storia, attraverso il tema universalmente riconosciuto della bellezza.
 
La mostra di Verona affronta per la prima volta il tema della cultura di questo antico popolo attraverso le parole e i testi degli stessi Maya, utilizzando la più grande rivoluzione antropologica dell'ultimo secolo: la decifrazione della loro scrittura. Parallelamente, l'esposizione offre uno sguardo nuovo, innovativo e sorprendentemente attuale sull'arte maya a partire dall'individuazione dei maestri, delle scuole e degli stili: finalmente si ha la possibilità di rapportarsi alle opere attraverso una lettura storico-artistica e non solo archeologica.
 
I tre grandi periodi - preclassico, classico e postclassico - che dal 2000 a.C. al 1542 d.C. che hanno
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Il_flauto_magico
14 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017, Museo di Castelvecchio
Inaugurazione 14 ottobre, ore 19.00
Il Flauto Magico è il titolo della mostra (a cura di Andrea Bruciati in collaborazione con Ketty Bertolaso, Margherita Bolla, Alba Di Lieto) che vuole essere un omaggio al Museo di Castelvecchio e alle sue preziose Collezioni da parte di 16 tra i più rappresentativi collezionisti italiani.
 
Il progetto espositivo pone Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) come sorgente per una ricca storia di percezioni e vissuti, resi poi artisticamente concreti nei diversi media dei lavori in mostra. L'opera mozartiana è oggi di nuovo al centro dell'attenzione nel momento in cui i parametri raziocinanti sembrano incapaci di dirimere la gestione della realtà. Ogni lavoro in mostra fungerà da reagente utopico, dove l'assoluto romantico si incaglia e umanamente fallisce.
 
Segue l'elenco degli artisti le cui opere, selezionate dalle Raccolte dei collezionisti, dialogano con gli spazi e i percorsi espositivi museali: Gianni Caravaggio/Rocca San Giovanni, 1968; Loris Cecchini/Milano, 1969; Tony Cragg/Liverpool, 1949; Nathalie Djurberg/Lysekil, 1978; Marlene Dumas/Città del Capo, 1953; Jimmie Durham/Washington, 1940; Hans-Peter Feldmann/Düsseldorf, 1941; Giorgio Griffa/Torino, 1936; Hannah James/Nottingham, 1985; Oliver Laric/Innsbruck, 1981; Elad Lassry/Tel Aviv, 1977; Fausto Melotti/Rovereto, 1901-1986; Vik Muniz/San Paolo, 1961; Pietro Roccasalva/Modica, 1970; Arcangelo Sassolino/Vicenza, 1967; Xavier Veilhan/Lione, 1963.
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