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Intervista a Marco Ongaro sull'Opera MORO

D: In qualità di lettrice del libretto e di "testimone oculare" dell'opera rappresentata in "prima" mondiale a Parigi, dove ho assistito a un'ovazione generale alla fine della rappresentazione, le chiedo, innanzitutto, di parlarci di come è nata la sua esigenza di scrivere un libretto d'opera su questo fatto di cronaca avvenuto più di trent'anni fa.

R: Dopo un'opera buffa come Il cuoco fellone e un ritratto biografico come Kiki de Montparnasse, che aveva appena debuttato a Parigi nell'aprile 2007, ho sentito la necessità di cimentarmi in una terza prova drammaturgica operistica, sempre per il compositore Andrea Mannucci, che impegnasse delle corde liriche più tragiche. L'immagine di Moro mi è apparsa come un'ispirazione fulminea. Da lì, naturalmente, è iniziato lo studio del soggetto e del tipo di approccio poetico con cui trattarlo.

 

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"Le porte di Babilonia"

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ho sentito russi bestemmiare in italiano

neri gialli e rossi bestemmiare in italiano

li ho sentiti parlare tra loro nella loro lingua

ma bestemmiare in italiano

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Per Marino Battistella, commercialista, l’arte contemporanea è l’hobby al quale dedica il tempo libero dagli impegni di lavoro. Si tratta di un hobby condiviso dalla sua bella famiglia (la moglie Rosetta e i due figli Giorgia e Marco) anche se non con lo stesso coinvolgimento. Recentemente, durante qualche inaugurazione in città, lo abbiamo incontrato, premuroso neo-nonno, accompagnato dalla figlia e dalla nipotina. In genere, nel presentare i vari collezionisti andiamo alla ricerca della molla che ne ha scatenato la “passione”. Per parlare con Battistella siamo stati a trovarlo nella sua abitazione di Monteforte. Appena entrati lo sguardo si è posato su un’opera ma, poi, si è spostato freneticamente dietro una sequenza di dipinti e sculture… Le opere esposte sono molte, ben armonizzate negli ambienti. Basta girarsi intorno e si riconoscono lavori di Mondino, Gilardi ma anche di Beecroft, Tessarollo, Riello.

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Tante opere raccolte in anni di ricerca: disegni ed acquerelli di maestri italiani e internazionali. Ogni opera ha una propria storia che il collezionista Emilio Carpeggiani ci racconta con passione, la stessa passione che l'ha guidato nelle scelte.

Quando ha iniziato a collezionare opere d’arte?
E’ una storia lunga una vita.

Una vita iniziata a Verona?
No, a Mantova. Ho cominciato collezionando grafica antica negli anni ’50-’51, trascinato da un collega di lavoro. A Verona sono venuto ad abitarci nel 1957, in occasione del matrimonio.

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