17 aprile 2010I mille tesori del Magico Castello
Il Castello ha conservato intatta una straordinaria biblioteca, collocata, fino al giorno dell’acquisto, in uno dei torrini esterni, splendidamente decorato di stucchi sulla volta e interamente ricoperto lungo le pareti da migliaia di volumi: la testimonianza dei variegati interessi di una grande famiglia, volta a guardare agli argomenti più diversi del panorama culturale.
L’archivio della famiglia, poi, è una delle raccolte di documenti più importanti e significative dell’intera regione.
Custodito fino al 1992 proprio nel Castello, era consultabile, grazie alla intelligenza e alla generosità dei proprietari, fin dall’Ottocento. L’illustre studioso Tommaso Gar ebbe modo di dichiarare che una storia del Principato trentino e della Contea del Tirolo non potrebbe essere scritta senza consultare queste antiche carte.
L’archivio fu purtroppo in parte venduto al ramo boemo della famiglia nel 1879, per fronteggiare la grave situazione economica del casato trentino. Nonostante questo, conserva una quantità tale di pergamene, registri, buste, mappe, da renderlo una testimonianza e una fonte essenziale.
Oggi tutto questo immenso materiale è affidato agli esperti per essere studiato, completamente catalogato e, dove necessario, restaurato. Ritornerà a Castel Thun solo a conclusione di questa attenta fase di verifica e studio.Sottoposto a gravi spoliazioni durante l’occupazione delle truppe francesi nel marzo 1797 e, verso la fine dell’800, all’alienazione di una parte consistente delle collezioni, Castel Thun, raro esempio di dimora arredata, conserva ancora oggi una eccezionale raccolta artistica, frutto di un mecenatismo espresso lungo un arco cronologico durato quasi cinque secoli.
Nella affascinante sequenza di salotti e camere, arredati con stipi, cassettoni, credenze, divani, poltrone e dormeuses, si ammira la quadreria con ritratti di famiglia, paesaggi, nature morte, dipinti di soggetto religioso e mitologico. Tra gli autori spiccano i nomi di Jacopo Bassano, Camillo Procaccini, Giacomo da Castello, Giuseppe Maria Crespi, Giovanni Battista Lampi, Joseph Bergler, ma non mancano esempi della pittura ottocentesca mitteleuropea (Kohl, Vollmer, Achenbach, Heinlein).
Assai ricchi gli arredi e le suppellettili: accanto a preziosi vetri da tavola, calici, bicchieri, brocche e alzate, sono presenti maioliche, porcellane, sculture in alabastro, vasi, candelieri, oggetti in peltro, bronzo e rame.
Vanno inoltre ricordate le collezioni di armi bianche ed armi da fuoco che, insieme a quella, assai singolare, di slitte e carrozze, costituiscono testimonianza eloquente del glorioso passato della famiglia Thun.www.castelthun.com