Martedì, 29 Ottobre 2013 09:09

Teatro: Proiezione verticale

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)
Mi piace  quando il teatro sperimentale si accosta all'arte contemporanea e ancora di più quando la trama gira intorno al lavoro e al pensiero di un artista. Con molte aspettative ho visto la rappresentazione messa in scena venerdì 18 ottobre 2013 al Teatro Alcione di Verona dal titolo "Proiezione verticale " : un primo avvicinamento a Costantin Brancusi ideato dalla compagnia Laminarie di Bologna. Penultimo spettacolo della rassegna "Theatre | ArtVerona". Di e con Febo del Zozzo, drammaturgia di Bruna Gambarelli, a cura di Federica Rocchi. Assistenti di produzione Noemi Piccorossi e Laura Martorana.

Mi è piaciuta la scarna e breve presentazione dello spettacolo che hanno fatto tre donne (due attrici e Alessia Farinazzo docente di storia dell'arte alle scuole superiori), in piedi sul palcoscenico con accenni all'opera e al pensiero di Costantin Brancusi. Una decina di minuti durante i quali le tre persone si sono alternati nella lettura e, via via che leggevano i fogli che tenevano in mano, li lasciavano cadere a terra. Hanno fatto anche qualche accenno alle tappe del viaggio compiuto dalla compagnia Laminarie su un furgone attraverso l'Europa sulle tracce di Constantin Brancusi. Alla ricerca degli umori, stupori, sorprese vissuti dall'artista nel suo leggendario iter fatto a piedi all'inizio del Novecento e che lo portò dal suo paese (la Romania) a Parigi.

Non mi è piaciuto lo spettacolo vero e proprio, dove per la durata di 40 minuti, una voce fuori campo ha pronunciato una sola, breve frase. Come non mi è piaciuta la recitazione dell'unico attore che si è mosso muto tra rumori, luci, nebbie, forme, oggetti (peraltro appropriati). A mio parere, alcuni brani dei testi letti per presentare lo spettacolo avrebbero potuto essere posticipati e letti dalla voce fuori campo durante lo spettacolo/performance. Mimare le poche, ipotetiche azioni di Brancusi al lavoro mi ha lasciata molto perplessa. Se dietro il lavoro di un artista c'è pensiero e questo non si percepisce dall'azione, meglio, in un modo o nell'altro, renderlo più esplicito anche attraverso l'uso delle parole. Dare voce all'idea non significa alterarla, ma amplificarla, aggiungervi un inatteso spessore.

Letto 3598 volte Ultima modifica il Venerdì, 15 Settembre 2017 13:35
Il Blog di Mara

"Parole e immagini" potrebbe essere il leitmotiv di questo blog. Parole perchè si tratta sempre di pensieri stringati, minimi, appuntati su eventi che ho vissuto o che mi hanno stimolato. Immagini, perchè quelle scelte sono in maggioranza “immagini” derivate dal mondo dell'arte contemporanea per tanti anni il mio ambiente lavorativo (presso Giancarlo Politi Editore). Un “mondo”, l'arte contemporanea, che è una delle passioni che condivido con mio marito Luigi Meneghelli (critico d'arte): un mondo fatto di immagini fisse e in movimento, di contaminazioni, di luoghi... di persone.

www.veronalive.it
Altro in questa categoria: « Distretti di Slow Art? Teorema Farinetti »
Devi effettuare il login per inviare commenti