Alberto_Rizzi_regista_Ippogrifo_Produzioni12 settembre 2015, ore 21,00, Villa Spinola, Bussolengo, Via Citella 50
Chiude la rassegna estiva a Villa Spinola con uno spettacolo delicato e raffinato, "Dai da bere ai girasoli", un monologo scritto diretto e interpretato da Rizzi, direttore artistico di Ippogrifo Produzioni. Una favola a tutto tondo e senza tempo, dai tempi struggenti in grado di commuovere e far sognare un pubblico di tutte le età.
Sul palco, accanto all'autore/attore Alberto Rizzi, il maestro Federico Fuggini che con movimenti ipnotici suonerà dal vivo il theremin creando e dando voce alle suggestioni che si creeranno col ritmo delle parole di Rizzi. Illusioni e delusioni, pirati e sognatori, amori e sirene. E in scena apparirà, muta sirena e musa appunto, anche Chiara Mascalzoni. La favola, leggera e sognante, ha i tempi e i colori della fine dell'estate, la dolcezza di settembre e vuole essere un arrivederci alla prossima edizione di teatro in Villa Spinola. Luci e fonica Manuel Garzetta. Aiuto regia e responsabile progetto Villa Spinola: Barbara Baldo.
 
IN CASO DI MALTEMPO LO SPETTACOLO SARA' REALIZZATO PRESSO IL TEATRO DI BUSSOLENGO. INFO AGGIORNATE: FACEBOOK "VILLA SPINOLA"
 
LA LOCATION:
Villa Spinola risale al XV secolo fra l'abitato del capoluogo e l'Adige, in zona collinare che domina le valli e i monti della Valpolicella. Questa
powered by social2s
Anderloni_e_Zinelli._Carlo_lombra_e_il_sogno_201514 agosto 2015, alle 21, al Teatro Orlandi di Velo Veronese in scena l'ultima replica nell'ambito della rassegna VeloFestival del monologo di Alessandro Anderloni dedicato a Carlo Zinelli. Un emozionante viaggio multimediale tra parole, immagini e suoni nei dipinti di un artista inconsapevole del suo genio. La storia di Carlo Zinelli, dal manicomio di Verona alle gallerie d'arte di tutto il mondo, messa in scena da Alessandro Anderloni.
Era il 1974 quando, nell'Ospedale di Chievo, moriva uno dei più sorprendenti artisti veronesi del secolo scorso. Di questa storia Alessandro Anderloni è divenuto narratore. Un raccontare accompagnato da una navigazione multimediale che consente, grazie a un grande schermo in scena, di far viaggiare gli spettatori dentro ai dipinti con un sistema interattivo dal vivo.
Lo spettacolo entra con delicatezza nella vicenda umana e artistica di Zinelli, per mettere in luce una vita segnata da ombre: l'infanzia negata, la guerra, l'aggravarsi della malattia per cui fu internato nel "padiglione dei pericolosi" del manicomio di San Giacomo alla Tomba di Verona nel 1947 con la diagnosi di schizofrenia cronica.
Un'esistenza sfortunata, almeno fino agli anni Cinquanta, quando tra i padiglioni del manicomio si intrecciano alcuni fatti straordinari. Lo scultore scozzese Michael Noble, la contessa milanese Ida Borletti e lo psichiatra Vittorino Andreoli si accorgono del
powered by social2s
totola

Sabato 22 agosto ore 21 Fai l’estate al Lazzaretto 2015
Noctua in concerto Massimo Totola voce narrante
Una fiaba narrata con 13 brani musicali originali segna l’appuntamento con la voce di Massimo Totola e il gruppo musicale Noctua, sabato 22 agosto alle ore 21 nell’ambito della rassegna

Nello spettacolo Il Paese di Non è si narra di un luogo immaginario dove il ritmo della vita è scandito dalle stagioni e dalle tradizioni, che a volte sfociano nella superstizione. Si parla di gente semplice, a volte povera, dedita prevalentemente al lavoro agricolo. Ma un giorno un viaggiatore scopre che questo paese ha una caratteristica unica: è costruito ai piedi di un albero gigantesco, che lo protegge. Sulla corteccia dell’albero sono incise tutte le tradizioni di quella comunità, dalle più antiche, in alto, alle più recenti. Un vero libro della memoria del tutto inconsueto.

I testi si ispirano alla tradizione popolare (i Pitochi, la Lumera, la Nascita, el Moleta) ma non mancano i temi più romantici (L’altra metà del cielo, Ninna nanna) a filastrocche (Girotondo).

La musica, con brani originali, si muove tra la musica etnica e il progressive, mentre le canzoni sono cantate in parte in lingua italiana e in parte in dialetto veronese.

 

È con grande soddisfazione che Annamaria Conforti Calcagni

powered by social2s
Harry_Montaubant

17 e 18 luglio alle 21.15 Teatro Rpmano

A inaugurare la sezione danza della 67esima Estate Teatrale Veronese, saranno  Les Ballets Jazz de Montréal, compagnia nata nel 1972 e divenuta negli anni un simbolo, a livello internazionale, di rinnovamento continuo: tanto da essere battezzata, da alcuni critici, una compagnia “always on the move”.

Proporranno il trittico Zero in On, coreografia di Cayetano Soto e musica di Philip Glass, Rouge coreografia di Rodrigo Pederneiras e musica di Paul Baillargeon e Harry, coreografia di Barak Marshall su musiche di autori vari che spaziano dal jazz alle canzoni folk israeliane. Ad aprire la serata sarà Zero in on, voce verbale che significa “focalizzare l’attenzione”. «In zero secondi ­– spiega Cayetano Soto – bisogna impadronirsi e dirigere la propria energia e potenza. La struttura del passo a due Zero in On creato nel 2010 prevede la riduzione dello spazio scenico per focalizzare lo sguardo degli spettatori sui danzatori». Seguirà, in prima italiana assoluta, Rouge del brasiliano Rodrigo Pederneiras, balletto che ha debuttato con grande successo a Boston lo scorso novembre. Leader della prestigiosa compagnia Grupo Corpo nata nel 1975, Pederneiras sa abbinare classico e contemporaneo alla danza latina facendo trionfare l’atletismo e la sensualità. A chiudere la serata sarà Harry del californiano (di origini israeliane) Barak

powered by social2s
TSV_I_Rusteghi_foto_di_Serena_Pea_4

 

 

Il 9 luglio debuttano in prima nazionale al Teatro Romano I rusteghi di Carlo Goldoni Repliche il 10, 11, 13 e 14 luglio.

Venerdì 10 luglio alle 17.30 la compagnia incontrerà il pubblico presso la Biblioteca Civica, via Cappello 43. L’incontro, a ingresso libero, sarà condotto dalla giornalista Betty Zanotelli.

 

 

Dopo Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard che ha felicemente inaugurato il 67esimo Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese, il testimone passa a Carlo Goldoni, a un suo classico che da anni non era rappresentato al Teatro Romano.


Del grande commediografo veneziano andranno in scena, il 9 luglio alle 21.15 in prima nazionale, I rusteghi nell’allestimento del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale con la regia di Giuseppe Emiliani. In scena un affiatassimo gruppo di attori specialisti nel repertorio goldoniano: Alessandro Albertin, Alberto Fasoli, Piergiorgio Fasolo, Stefania Felicioli, Cecilia La Monaca, Michele Maccagno, Maria Grazia Mandruzzato, Margherita Mannino, Giancarlo Previati e Francesco Wolf. Repliche il 10, 11, 13 e 14 luglio.

Dopo il debutto veronese lo spettacolo sarà in scena, nella prossima stagione invernale,a Venezia, Padova, Trieste, Vignola, Cesena, Prato e Brescia.

Scritta nel gennaio 1760 a chiusura del Carnevale, la commedia fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Luca di Venezia il 16 febbraio

powered by social2s
carlo_zinelli_1


Venerdì 3 luglio 2015, ore 21.00
Teatro Orlandi - Velo Veronese

Testo e regia di Alessandro Anderloni. Collaborazione ai testi: Lorenza Roverato. Disegno sonoro: Samuele Tezza. Disegno Luci: Luigi Castagna. Proiezioni: Digital Network.


È il 1947 quando Carlo Zinelli viene rinchiuso nel manicomio di Verona. Dieci anni di duro isolamento, poi Carlo scopre la pittura. L’arte invade la sua esistenza e diventa la sua terapia, il suo desiderio, il suo destino. Si accorgono di lui lo scultore scozzese Michael Noble e lo psichiatra Vittorino Andreoli che danno voce e visibilità mondiale a un talento immenso, a un’arte spontanea che non teme giudizi e lascia attoniti di fronte al suo mistero. Il monologo di Alessandro Anderloni è racconta l'incredibile vicenda umana e pittorica di Carlo Zinelli, un viaggio avvincente di parole e suoni dentro ai suoi dipinti.

Una produzione Le Falìe e Àissa Màissa grazie alla Fondazione Carlo Zinelli, con il sostegno della Pia Opera Ciccarelli, in collaborazione con Moduli d'Arte e Altri Posti in Piedi.

È il 1947 quando Carlo Zinelli viene rinchiuso con la diagnosi di schizofrenia cronica nel manicomio di San Giacomo alla Tomba di Verona. Dodici elettroshock, insulinoterapie, docce fredde, camicie di forza poi quell’uomo misterioso dallo sguardo limpido, dal fare elegante e raffinato, trova nell’atelier del manicomio la sua terapia. Incrociano la

powered by social2s