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Venerdì 30 gennaio Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto Inizio spettacoli ore 21.

Sono di scena Tullio Solenghi e Aldo Ottobrino quali principali interpreti di Amadeus, pièce teatrale in due atti scritta da Peter Shaffer nel 1978, da cui è stato tratto l'omonimo film del 1984 diretto da Milos Forman. Il dramma racconta il tentativo del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell'odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart. Shaffer scrive la pièce traendo spunto dal dramma di Puskin intitolato Mozart e Salieri in cui quest’ultimo per gelosia ed invidia avvelena Mozart.

 

Nel testo di Shaffer non vi è unità di tempo e di luogo. L’ambientazione cambia vertiginosamente dalla fine del 700’, periodo in cui Mozart preceduto dalla sua fama incontra Salieri a Vienna, al primo ventennio dell’800’ nel quale Salieri, ormai vecchio e malato mette in giro la voce infondata di aver assassinato Mozart nel 1791. Perché? Per essere ricordato anche lui dai posteri! Se non come musicista almeno come ASSASSINO! Invidia, rabbia, senso di impotenza, bisogno d’amore e di libertà, indignazione, sono le passioni che muovono ed animano i protagonisti della storia e gli altri personaggi che gravitano intorno a loro. AMADEUS è un capolavoro di modernità, vestita con gli abiti del Settecento, in cui vedremo Tullio Solenghi nei panni

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Sabato 31 gennaio 2015 alle ore 20,30. Teatro Ristori Lo spettacolo musicale, coproduzione Orchestra Haydn, Fondazione Aida e Festival A. W. Mozart di Rovereto, vede il coinvolgimento di alcuni solisti dell'Haydn

 


 

 

 

 

 

Evento off di Famiglie a teatro, la rassegna a cura di Fondazione Aida e l'Assessora all'Istruzione del Comune presso il Teatro Stimate, si sposta al Teatro Ristori per la prima replica in città di Mozart, piccolo stregone della musica, lo spettacolo musicale per i bambini co-prodotto da Orchestra Haydn, Fondazione Aida e Festival A. W. Mozart di Rovereto, sarà presentato sabato 31 gennaio alle ore 20,30.

 

La vita di Mozart, dipanata lungo il filo dei ricordi della ormai anziana sorella Nannerl, e l’ascolto della sua musica, sarà interpretata dagli attori di Fondazione Aida Lara Finadri, Maria Vittoria Barrella e Luciano Gottardi, e accompagnata dal vivo dai solisti dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento Stefano Ferrario, violino, Gabriele Marangoni, viola, Stefano Ricci, clarinetto, Flavio Baruzzi, fagotto, e Antonella Lorengo, clavicembalo.

 

Scopo della produzione, il testo è stato scritto dall'attrice e regista trentina Flora Sarubbo con Nicoletta Vicentini, che cura anche la regia, è avvicinare il pubblico in particolare di bambini al personaggio ma soprattutto alla musica di Mozart. Lo spettacolo racconta infatti

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venerdì 23 gennaio alle 20.45 al Teatro Camploy blues proposto dalla Big Band Ritmo Sinfonica Città di Verona e da Punto in Movimento / Shiftinpoint

 Prosegue, la rassegna L'altro teatro organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven (Circuito Teatrale Regionale) e con il sostegno della Regione del Veneto e del MIBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Lo spettacolo, proposto da Punto in Movimento / Shiftingpoint Circuitoteatro e dalla Big Band Ritmo Sinfonica Città di Verona, nasce da un’idea di Marco Pasetto e di Roberto Totola. In scena l’ensemble orchestrale Città di Verona diretto da Marco Pasetto e gli attori Roberto Totola, Marina Furlani, Franca Zanetti, Giulia Gurzoni ed Edoardo Brugnara. Regia dello stesso Totola.

«Se mettiamo una mano sul petto e prestiamo ascolto al ritmo del cuore, il nostro cuore – spiega una nota di regia – "batte in blues". Il blues è la musica dell’anima, la musica dell’esistenza, della vita; è soffio vitale, respiro, energia. Ma da dove viene quest'anima e dove è rivolta? Quali itinerari ha attraversato, quali rotte ha esplorato per formarsi e diventare la musica che conosciamo? Il blues e la musica nera hanno fortemente influenzato molti degli stili della musica popolare moderna. Partendo da questo – prosegue la nota – vogliamo

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Dal 21 al 23 gennaio 2015  Teatro Nuovo    ore 21.00 con Claudio Bisio
regia Giorgio Gallione


Ispirato a Gli sdraiati e Breviario comico di Michele Serra
con i musicisti Laura Masotto (violino), Marco Bianchi (chitarra) regia Giorgio Gallione
Teatro dell’Archivolto

 

L’incontro con il pubblico, realizzato in collaborazione con L’Arena, si svolge il secondo giorno di spettacolo alle ore 18.00 presso il Teatro Nuovo.
Lo spettacolo tratta la tematica padre/figlio senza pudori e con un linguaggio tra l'ironico e il doloroso, tra il comico e il tragico, innescando riflessioni sull’attuale futuro dei nostri figli, sui concetti di libertà e di autorità. Porta a galla una società inadeguata di padri nevrotici e di figli isolati sprezzanti del confronto. Dalla mancanza di rapporto nasce un monologo interiore del padre  invadente quanto il figlio è assente a tratti spudoratamente sincero. Gli ingredienti per questo ritorno al teatro di Claudio Bisio sono inventiva, comicità, moralità in un testo di grande enfasi emotiva e teatrale, comica ed etica al tempo stesso.

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fino al 18 gennaio 2015

Se nella scorsa stagione era stato Toni Servillo a portare il grande Eduardo al Nuovo di Verona, quest'anno ci pensa il suo diretto erede Luca De Filippo, nell'interpretazione di un classico del teatro vernacolare. Sogno di una notte di mezza sbornia data infatti al 1936, al seguito di una fortunata linea di adattamenti, che aveva già toccato altri dialetti quali il toscano, il romanesco e il siciliano. Ma la rielaborazione eduardiana della commedia di Athos Setti (datata 1933) è certo quella più nota e fortunata. I motivi sono molteplici, e tutti limpidamente presentati al pubblico nella messa in scena diretta da Armando Pugliese, con una freschezza che fa quasi dimenticare il complesso periodo storico in cui il testo fu concepito.

Le grandi tematiche del teatro di Eduardo sono già presenti (quasi) tutte, seppure ancora in abbozzo – e la ricomparsa del tema del sogno, già centrale nelle Voci di dentro, è un'allusione che non può sfuggire ai frequentatori del Nuovo di Verona. Ma la vena comica è qui quanto mai predominante, e nutrita da una creatività linguistica pressoché inesauribile: non lascia requie allo spettatore la boria crescente di Filomena, che colleziona strafalcioni senza pari, esaltando al contempo il proprio freddo (ma tanto piccolo) cinismo. Il marito Pasquale

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filo

I filò dei centomila - Velo Veronese - Sala dei Centomila


16, 23, 30 gennaio 2015
Venerdì 16 gennaio 2015, ore 20.30
LA GRANDE GUERRA MESCHINA
Alessandro Anderloni (narrazione)
Raffaella Benetti (canto)
Thomas Sinigaglia (fisarmonica)
All’aprirsi del Centenario, torna la narrazione che dà voce alla sofferenza dei soldati, alla pochezza dei comandanti, alla follia di una guerra che i poveri non volevano ma che furono costretti a combattere. Non si parli di patriottismo, la Grande Guerra fu solo dolore e disperazione.


 Venerdì 23 gennaio 2015, ore 20.30
ORIZZONTI DI GLORIA
Un film di Stanley Kubrick presentato e commentato da Ezio BonomiPrima Guerra Mondiale, 1916, fronte franco-tedesco. Un ordine folle: conquistare “il formicaio”. Soldati mandati al macello da un generale che spara contro i propri uo- mini e ne pretende la fucilazione. Il genio di Kubrick nel suo film più antimilitarista, un apologo contro la guerra.


 Venerdì 30 gennaio 2015, ore 20.30
QUELLA NOTTE, I FANTI
Bepi De Marzi, Alessandro Anderloni con il coro La FalìaQuella notte, i fanti avevano freddo. Quella notte, i fanti avevano fame. Quella notte, i fanti avevano paura. Quella notte, i fanti sognavano casa. Quella notte, i fanti avevano vent’anni. Quella notte, i fanti aspettavano la morte. Quella notte, i fanti vennero fucilati.

 

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