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  giovedì 26 marzo ore 9,00 e  venerdì 27 marzo  alle ore 9 e ore 11 Teatro Alcione

 

Il Teatro Stabile di Verona, in collaborazione con il Comitato Regionale Veneto Grande Guerra e la Regione Veneto, in occasione delle commemorazioni per la ricorrenza del Centenario della Grande Guerra, è lieto di proporre lo spettacolo multimediale "1915-1918: lettere d’amore dal fronte" per la regia di Paolo Valerio. I testi sono stati curati da Marco Ongaro. In scena si alterneranno gli attori Paolo Valerio, Giulia Cailotto e Michele Ghionna, Alice Zanoni che danzerà su coreografie di Katia Tubini e gli allievi della Scuola di Teatro. Verranno proiettate a fondo delle lettere, immagini tratte dagli archivi storici curate da Roberto Guglielmi, mentre i costumi sono stati creati da Chiara Defant. Un ringraziamento particolare va infine a Rossana Valier per la collaborazione.

Lo spettacolo andrà in scena presso il Teatro Alcione di Verona alle ore 9,00 di giovedì 26 marzo ed alle ore 9 e ore 11 di venerdì 27 marzo prossimi.

Lo spettacolo vedrà la partecipazione in sala degli studenti degli Istituti scolastici della Provincia di Verona che hanno aderito all’iniziativa.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 0458006100,  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In questo anno dedicato alle collaborazioni per la ricorrenza della Grande Guerra, lo spettacolo intende portare

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Luca_Prasso
Nono incontro con i relatori del TEDxVerona in vista dell'appuntamento del 1° marzo.
 
Luca Prasso è un pioniere dell'animazione digitale, il "papà" di tanti eroi immateriali, colui che ha trasformato i disegni in esseri tridimensionali, dando loro emozioni e movimento. Nato a Torino, ma cresciuto a Verona, vive a San Mateo, in California, nella mitica Silicon Valley. È stato supervisore per la preparazione e lo sviluppo dei software che animano i personaggi di alcuni leggendari film, come Shrek (Oscar per l'animazione), Madagascar, Kung Fu Panda e Z la Formica...
 
Nel 2012 l'esperienza genitoriale lo porta a fondare con la moglie e un collega la startup "Curious Hat" per realizzare applicazioni capaci di motivare le persone (bambini e adulti) a comprendere i vantaggi di una esposizione moderata alla tecnologia. Ci sono app dedicate ai bambini (da 3 anni in su) orientate a sviluppare le abilità motorie e la coordinazione della mano, altre che stimolano la creatività e la ricerca visiva.
C'è l'app "Righello Curioso" per misurare e confrontare gli oggetti circostanti e quella sulle "frazioni" per visualizzare con un colpo d'occhio questo concetto matematico. Il costo è quello tipico delle app: dai 99 centesimi a pochi euro.
 
Tutti gli articoli alla sezione: TEDxVerona 2015: webCRONACA
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Musella_Gerbera

Ottavo incontro con i relatori del TEDxVerona in vista dell'appuntamento del 1° marzo.

Se la gerbera gialla è il fiore simbolo dell'impegno antimafia lo si deve a lei: Adriana Musella. Un anno dopo la morte di suo padre Gennaro Musella, fatto saltare in aria da una bomba nel 1992, fonda il circolo "Società Civile" e porta in piazza diecimila giovani durante la prima manifestazione antimafia in Calabria. Tutti hanno in mano la gerbera gialla.
 
Il giudice Antonio Caponneto diventa per lei un riferimento ed un alleato. Insieme girano nelle scuole, parlano ai giovani. Adriana torna a credere nella legalità e nella giustizia e alla morte del giudice assume la presidenza del Coordinamento Antimafia. Per sfida, resta in Calabria, una regione che nei suoi articoli descrive "senza voce e senza diritti". Gli ostacoli sono tanti e anche le prove da superare. Deve combattere con l'indifferenza, le connivenze, i tentativi di delegittimazione.
Il suo scopo, però, è uno solo: rendere utile la morte di suo padre, costruendo una coscienza civile diversa, capace di affrontare il fenomeno mafia come problema culturale ed etico.
I recenti scandali di Roma Capitale, degli appalti per il Mose a Venezia e dell'EXPO a Milano, non fanno che confermarci che c'è molto da fare in questa direzione. E che
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Alessia_de_Biase
Settimo incontro con i relatori del TEDxVerona in vista dell'appuntamento del 1° marzo.
È veronese Alessia de Biase. Dopo studi di Architettura e Antropologia tra Venezia e Parigi, si trasferisce in Francia, dove insegna Antropologia Urbana all'Ecole Nationale Supérieure d'Architecture a Parigi La Villette. Raggiunge grande notorietà con "Tranche de ville", un progetto che porta avanti dal 1981: un metodo interdisciplinare per comprendere, ripensare, analizzare e agire sulla "città".
Il suo modo di porsi di fronte a progetti di recupero e di restauro si realizza sempre tenendo conto di quella che è la dimensione storica e sociale dell'ambiente. Lei non è un architetto al quale interessa il progetto in sè (l'utopia radicale di un produrre partendo dalla "tabula rasa"), quanto dare importanza allo studio del contesto. Per lei è necessario comprendere la complessità della società contemporanea in relazione ai suoi oggetti, alle sue strutture, al suo paesaggio.
 
Ad esempio a Verona c'è il complesso monumentale del Lazzaretto. Costruito intorno al 1600 si trova all'interno del Parco dell'Adige Sud e viene da un lungo periodo di abbandono. Nel 2014 è stato "consegnato" dal Comune al FAI che si è impegnato a riqualificarlo, gestirlo e valorizzarlo. La de Biase con il collega Piero Zanini, nel 2013 torna a Verona per tenere proprio il
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David_Alan_Harvey

Sesto incontro con i relatori del TEDxVerona in vista dell'appuntamento del 1° marzo.

Ci sono fatti, pezzi di storia che esistono solo perchè una fotografia li racconta. E David Alan Harvey è proprio uno straordinario narratore di storie (uno "storyteller" come è stato definito). Nato a San Francisco nel 1944, ha cominciato a fotografare giovanissimo e ha pubblicato il suo primo libro a 22 anni: "Tell it like it is" (Dillo com'è), una raccolta di immagini frutto di un'esperienza vissuta con una famiglia di colore in Virginia. Immagini vere, vive, "pazzesche".

Harvey ha al suo attivo più di quaranta servizi realizzati per National Geografic (il magazine della famosa istituzione scientifica dedita allo studio delle civiltà e della loro storia). E in più, innumerevoli pubblicazioni su tutte le più prestigiose riviste internazionali. Ma è famoso soprattutto per i suoi libri che hanno letteralmente cambiato il linguaggio fotografico: "Cuba", "Divided Soul" o quello realizzato con pagine staccabili, in cui ogni foto può interagire con le altre.

Membro dell'agenzia Magnum (quella che ha avuto tra i suoi fondatori Robert Capa e Henri Cartier-Bresson), Harvey nel corso della sua carriera ha vinto tutti i più prestigiosi premi internazionali. "E' giovane – ha scritto Vogue - perchè tutto in lui esprime contemporaneità": è originale, innovativo, impegnato. E il

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Sergio_Canavero_neurochirurgo
Quinto incontro con i relatori del TEDxVerona in vista dell'appuntamento del 1° marzo.
 
Sergio Canavero è un neurochirurgo funzionale di fama internazionale. Lavora all'Ospedale Molinette di Torino, dove è nato nel 1964. È uno di quei relatori che non ha particolari legami con Verona. Ma, come ha dichiarato il presidente di TEDxVerona, Alberto Magagnino, al meeting vengono invitate persone "le cui idee meritano di essere diffuse".
E, perciò, benvenuto al dottor Canavero con le sue ricerche estreme che gli hanno meritato l'appellativo di "dottor Frankenstein". Soprannome inevitabile per chi ritiene si possa fare un trapianto di testa.
Il dottor Canavero è convinto di poter curare in questo modo gravi forme di distrofia muscolare e tetraplegia. In varie occasioni ha dichiarato che gli possono bastare due anni di ricerca sui cadaveri. Di corpi ne ha a disposizione in abbandonza, ma gli servirebbero una decina di milioni per portare a compimento la sua sperimentazione. Certo, non in Italia, che ha ben altre "paralisi" cui pensare, ma negli Stati Uniti.
 
Quella del dottor Canavero, ovviamente, è un'operazione che turba le coscienze e pone gravi questioni etiche. Si entra nel mondo delle "creature post-umane": nella dimensione del sublime, del diverso, che in quanto tale genera inquietudine e sgomento. Non è più una questione di
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